LO SPRECO UTILE
TRASFORMIAMO GLI SPRECHI IN RISORSE
CON I MERCATI DELL’ULTIMO MINUTO

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Andrea Segrè

Professore ordinario di Politica agraria e direttore del Dipartimento di economia e ingegneria agrarie dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (www.andreasegre.it). Ideatore e promotore, assieme al suo gruppo di collaboratori, dei progetti Last Minute Market.

LAST MINUTE MARKET FOOD - BOOK - HARVEST - PHARMACY

Nelle economie ricche, nelle società dell’abbondanza, nelle città opulente di questo terzo millennio pieno di contraddizioni ci poniamo ogni giorno che passa una domanda che mette in relazioni due “verbi” che sembrano legati in modo indissolubile: vivere e consumare. Invertendo la loro posizione, tuttavia, il dilemma tipico della nostra società emerge in tutto il suo paradossale essere. Consumiamo per vivere o viviamo per consumare? Sì, perché oggi noi tutti consumatori con potere d’acquisto corriamo a comperare di tutto e più compriamo, più gettiamo via, con sempre maggior leggerezza. Mentre ogni giorno cresce il peso dei rifiuti e la quantità di merce gettata via soltanto perché ritenuta non più utile o vendibile. Montagne di prodotti, alimentari e non, vengono distrutti: uno spreco colossale di risorse, un danno ambientale gravissimo, un sistema a lungo andare insostenibile. Eppure lo spreco, ciò che si getta via, almeno in parte, può essere utile, almeno per qualcuno. Lo spreco utile è dunque un ossimoro che, con un po’ di sforzo, può perdere la sua caratteristica semantica: i due termini dal significato contrario.
Partendo da un’approfondita analisi dello spreco nei suoi aspetti economici, sociali ed ambientali, iniziata alla fine degli anni 90, l’Università di Bologna attraverso una cooperativa di ex studenti della Facoltà di Agraria ha attivato un sistema virtuoso che recupera le eccedenze alimentari facendole arrivare direttamente sulla tavola dei più bisognosi. Il meccanismo concettualmente è molto semplice. Le imprese alimentari - dagli ipermercati ai bar - risparmiano sui costi dello smaltimento, gli enti assistenziali ricevono cibo gratuitamente mentre tutti noi viviamo in un ambiente più sano. Su queste basi è nato il primo mercato dell’ultimo minuto, il Last Minute Food: il cibo della solidarietà.
Nelle azioni di recupero sono poi entrati in gioco anche i prodotti non alimentari. Dapprima i libri che, oltre agli enti e associazioni che già ricevono il cibo, vengono destinati in gran parte alle comunità italiane all’estero. Questo è il Last Minute Book: il libro della solidarietà. In futuro, grazie ad un disegno di legge in corso di discussione in Parlamento - la cosiddetta Legge anti-sprechi - altri beni (pannolini, detersivi, biciclette, giocattoli, vestiario…) andranno a completare l’assistenza dei bisognosi, una “categoria” in continua espansione nella nostra società.
Infine sono in fase di studio due altri mercati dell’ultimo minuto il Last Minute Harvest e il Last Minute Pharmacy. Il primo sarà il “raccolto della solidarietà”, finalizzato a non sprecare la frutta e la verdura che si lascia pendente sugli alberi o a marcire nei campi a causa dei costi di produzione superiori ai prezzi di vendita, fenomeno sempre più diffuso negli ultimi anni. Il secondo diventerà il “farmaco della solidarietà” per recuperare i prodotti farmaceutici e parafarmaceutici che farmacie e grossisti non riescono a vendere e devono poi smaltire con costi elevati.
Questi “mercati dell’ultimo minuto” (Last Minute Market), altri se ne potranno aggiungere via via che le idee maturano e l’esperienza procede:
1) promuovono un’originale e concreta azione di sviluppo sostenibile locale portando una serie di benefici e impatti positivi sui territori dove vengono attivati; in particolare a livello:
- ambientale, grazie al minore inquinamento derivante dall’evitare sia il trasporto che lo smaltimento dei prodotti recuperati,
- sociale, grazie all’attivazione di una rete di solidarietà fra donatori, beneficiari ed enti locali che stimola la coesione e la partecipazione,
- economico, grazie al risparmio per chi dona i prodotti riducendo i costi di smaltimento e per chi li riceve gratuitamente risparmiando sugli acquisti,
- nutrizionale, grazie al miglioramento della dieta alimentare per i beneficiari dei prodotti recuperati che hanno a disposizione una notevole variabilità di prodotti freschi e freschissimi di elevato valore nutrizionale,
- salutare, grazie al miglioramento della dieta che si riflette positivamente sullo stato di salute alcuni gruppi di beneficiari (anziani, bambini, tossicodipendenti…);
2) offrono beni e servizi gratuitamente rendendo il sistema distributivo più efficiente riducendo le eccedenze e determinando le condizioni per un contenimento dei prezzi degli altri prodotti;
3) diffondono valori etici e di legame innescando una rete di solidarietà fra imprese for profit, enti e associazioni caritative no profit, istituzioni ed enti locali, che pone il dono e la gratuità al centro del suo operato.

Lo Spreco Utile Dati e informazioni sulle modalità applicative dei "mercati dell'ultimo minuto" e sui risultati ottenuti si trovano in: A. Segrè, Lo spreco utile. Il libro del cibo solidale. Trasformare lo spreco in risorsa con i Last Minute Market: Food & Book, Pendragon editore, Bologna, 2004 e in A. Segrè e L. Falasconi, Abbondanza e scarsità nelle economie sviluppate. Per una valorizzazione sostenibile dei prodotti alimentari invenduti, FrancoAngeli, Milano, 2002. L'evoluzione operativa dei progetti e la loro localizzazione geografica può essere seguita sul sito www.lastminutemarket.org.

Andrea Segrè: Curriculum Vitae

Andrea Segrè si è laureato in Scienze agrarie all’Università di Bologna nel 1986. Nel 1990 ha ottenuto il Master of Science in Politiques Agricoles et Administration du Développement presso l’Institut Agronomique Méditerranéen di Montpellier in Francia. Nel 1991 ha ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca in Economia e Politica agraria presso l’Università di Bologna. Dal 2000 è professore ordinario di Politica agraria e dal 2004 è direttore del Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Fra il 1988 e il 1992 è stato Visiting Fellow presso il Department of Agricultural Economics della Cornell University negli Stati Uniti, mentre fra il 1993 e il 1995 è stato Visiting Professor of Agricultural Policy in Transitional Economies presso il Department of Social Sciences della Roskilde University in Danimarca. Si è occupato dei processi di transizione dei sistemi economico-agricoli nei paesi dell’ex socialismo reale svolgendo numerose missioni sul campo per conto di varie Organizzazioni internazionali (Commissione europea, Banca mondiale, Fao, Ocse, Ministero degli affari esteri) e pubblicando diversi volumi e articoli scientifici. Ha ideato e promosso, assieme ai suoi collaboratori, i progetti Last Minute Market per il recupero a fini benefici dei prodotti alimentari e non alimentari invenduti (www.lastminutemarket.org). Attualmente è presidente del Centro per l’Europa Centro Orientale e Balcanica, consorzio fra l’Università di Bologna e gli enti locali che ha sede a Forlì. È coordinatore del Dottorato di ricerca in Cooperazione internazionale e politiche per lo sviluppo sostenibile e direttore scientifico della Summer School internazionale dell’Università di Bologna che porta lo stesso titolo e coordinatore scientifico del Working Group on Environment and Sustainable Development di UniAdrion-Virtual University of the Adriatic-Ionian Basin. È socio corrispondete dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, socio ordinario e Consigliere segretario dell’Accademia Nazionale di Agricoltura di Bologna, membro della Società Italiana di Economia agraria e della Società Europea degli Economisti agrari.

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