Gabriele Zelli guida il Rotary Cesena in visita a Rocca delle Caminate

Domenica 30 Settembre 2018 – Rocca delle Caminate

Gabriele Zelli guida il Rotary Cesena in visita a Rocca delle Caminate

da sinistra Giorgio Babbini, Gabriele Zelli, Ester Castagnoli e Stefano Biserni

da sinistra Giorgio Babbini, Gabriele Zelli, Ester Castagnoli e Stefano Biserni

La Rocca delle Caminate è un castello situato su una collina, a 356 metri di altitudine, nel comune di Meldola, a 4 km di distanza da Predappio e a 16 da Forlì. La sua fama deriva dal fatto di essere stata residenza estiva di Benito Mussolini negli anni Trenta. Per visitare questo luogo dall’incantevole paesaggio e dove si sono svolti cruciali eventi della storia d’Italia il Rotary Club Cesena, presieduto da Ester Castagnoli, sempre attento al territorio ed alle iniziative culturali e sociali che lo coinvolgono, si è affidato alla preziosa guida di Gabriele Zelli, storico, Sindaco di Dovadola, Past President del Lions Club Forlì Host e Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, che da circa trent’anni si occupa in modo continuativo di cultura, sport e di attività sociali. Impegnato a valorizzare il patrimonio storico e artistico di Forlì e della Romagna, promuove, a tal fine, interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Alla visita erano presenti anche Stefano Biserni, presidente Rotary Club Forlì Tre Valli e Alberto Zambianchi, Past President Rotary Club Forlì, Presidente di Ser.In.Ar. “Risale al 14 ottobre 2016 la cerimonia di inaugurazione della Rocca al termine di un complesso e oneroso intervento di restauro durato 4 anni e costato 4,4 milioni di euro. Da diversi mesi – ha ricordato Gabriele Zelli – la gestione del bene restaurato è stata assegnata alla Ser.In.Ar., la società costituita nel 1988 allo scopo di promuovere, sostenere e qualificare gli insediamenti universitari di Forlì e di Cesena, perché si possa portare avanti il progetto di fare della Rocca una sede per la ricerca universitaria e per l’innovazione d’impresa, oltre che di attrazione turistica che racconti la storia del territorio, della Romagna e del nostro paese per intero e senza infingimenti di sorta. La struttura originaria – ha proseguito Zelli – risale al X secolo. Fu nel periodo medievale che prese forma in questa fascia collinare una linea di protezione e di controllo funzionale alla città di Forlì. Dopo un aspro periodo di contese, all’inizio del XVI secolo, il territorio passò sotto il potere dello Stato della Chiesa e da allora anche fra i crinali della collina forlivese si snodò una nuova frontiera che divideva Stato Pontificio e Granducato di Toscana che durò fino all’Unità d’Italia. Ormai ridotta a un rudere la Rocca delle Caminate, tra il 1924 e il 1927 fu completamente ricostruita secondo il corrente gusto neomedievale su progetto della Soprintendenza, mentre l’esecuzione dei lavori fu finanziata trovando i fondi da una sottoscrizione pubblica gestita sotto l’egida del Partito Nazionale Fascista. Una volta restaurata fu donata a Benito Mussolini, che ne fece la propria residenza estiva. A Rocca delle Caminate Mussolini fu riportato dai tedeschi. Dopo averlo liberato il 12 settembre 1943 da Campo Imperatore (Gran Sasso d’Italia) – ha ricordato Zelli – fu trasferito inizialmente in Germania e poi nuovamente in Romagna con un volo da Monaco di Baviera fino all’aeroporto di Forlì, dove lo attendevano il Ministro plenipotenziario tedesco Rudolf Rahn, e i ministri del precedente governo fascista Alessandro Pavolini, Renato Ricci, Guido Buffarini Guidi, Ferdinando Mezzasoma e il generale Rodolfo Graziani, che poi lo accompagnarono fino alla Rocca. Mentre gli ex ministri prenderanno alloggio presso il Grande Albergo Regie Terme di Castrocaro, Mussolini, sorvegliato da un reparto speciale di SS della guardia del corpo di Hitler, si proclamerà capo del nuovo stato con le conseguenze storiche che hanno caratterizzato il Secondo conflitto mondiale da quel momento in poi”. La visita si è tenuta la scorsa settimana presso Rocca delle Caminate e il ristorante “Ci vediamo da Mario”.

di Maurizio Cappellini