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Il programma del mese del Rotary CLub di Cesena

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I presidenti del Rotary Club di Cesena.

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I Services del Rotary Club di Cesena

Chi Siamo

Il Rotary Club di Cesena è nato il 7 Dicembre 1957.
La prima riunione con la consegna della Carta da parte del Governatore Felice RotaryClub di Cesena Gioelli di Ferrara avvenne al Nuovo Hotel Casali con la partecipazione di numerosi rotariani del Distretto 186° di cui entravamo a far parte.
Il nostro era il Club 9650° dalla fondazione del Rotary International.
Club padrino era stato Forlì con l’avv. Monti.
Erano 27 i soci fondatori ripartiti nelle classifiche più rappresentative della vita della città.

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Tutto esaurito per la pièce messa in scena
dal Gruppo Consorti del Rotary Club Cesena

Grande successo per “Camere con svista”, otto attori non professionisti che si sono cimentati in scena con la regia di Sabina Spazzoli. Ci saranno repliche?

Un apprezzamento che è andato ben oltre il riconoscimento di un impegno che nelle intenzioni aveva soprattutto una finalità benefica. La rappresentazione teatrale allestita dal Gruppo Consorti Rotary e presentata in prima assoluta al Teatro Victor di San Vittore è stata quello che si definisce un vero successo: applausi, emozioni, risate e sorprese. Chi l’avrebbe detto che la notaia e il notaio, il poliziotto, le insegnanti, il neurochirurgo, il commercialista, la mamma multiforme (tutti componenti del Rotary Club Cesena) una volta sul palcoscenico avrebbero rivelato la capacità di rivestire e rendere credibili otto personaggi liberamente tratti dall’opera di Alan Ayckbourn “Camere da letto” trasformata in “Camere con svista” grazie alla regista Sabina Spazzoli. Capace di trasformare in attori credibili una piccola truppa di neofiti della recitazione, Sabina Spazzoli ne ha fatto un adattamento che nulla toglie alla cifra ironica e farsesca dell’opera originale che mette in scena quattro coppie sposate che intrecciano il loro vissuto, in una sola notte e nella mattina seguente, nel contesto di tre camere da letto. I bisticci, i tradimenti, i dubbi, i desideri frustrati, le fughe e i ritorni sono stati rappresentati in scena con la leggerezza che l’opera richiede. Tutti perfettamente in squadra gli attori: Chicchi De Paoli, Paolo Letizia, Dino Martini, Barbara Paolini, Chiara Scadovi, Roberto Scotto di Clemente, Franca Solfrini, Gilberto Vergoni. Evidente la formula che ha incantato il pubblico, certo predisposto a sorridere benevolmente della prestazione dei rotariani trasformati in attori, ma ben presto soltanto sorpresi dalla fluidità della scena e divertiti dall’insieme della pièce: “Persone che si sono messe in gioco - commenta la regista Sabina Spazzoli - hanno studiato, provato, sbagliato, riso molto e scoperto che il palcoscenico è un luogo pericoloso, crea dipendenza”. Tante le collaborazioni esterne e del Club per dare vita al progetto (dalle foto di scena di Orlando Piraccini, alla musica originale di Giorgio Babbini, ai trucchi di Lilli Cappelli, ai letti dello Sporting Beach di Lido di Savio, alle luci di Adler Ravaioli, alle scene di Michela Gorini) nato due anni fa da un’idea di Franca Solfrini, all’epoca coordinatrice del Gruppo Consorti del Rotary. I proventi dell’evento vanno ai progetti di sostegno alle donne in situazioni di difficoltà promossi dal Gruppo. Un unico neo ha segnata la serata: posti esauriti da tempo con una lunga fila di richieste che a causa delle dimensioni del teatro non hanno potuto essere accolte. Che sia la premessa per qualche replica?
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Tutto esaurito per la pièce messa in scena 
dal Gruppo Consorti del Rotary Club Cesena

Grande successo per “Camere con svista”, otto attori non professionisti che si sono cimentati in scena con la regia di Sabina Spazzoli. Ci saranno repliche?

Un apprezzamento che è andato ben oltre il riconoscimento di un impegno che nelle intenzioni aveva soprattutto una finalità benefica. La rappresentazione teatrale allestita dal Gruppo Consorti Rotary e presentata in prima assoluta al Teatro Victor di San Vittore è stata quello che si definisce un vero successo: applausi, emozioni, risate e sorprese. Chi l’avrebbe detto che la notaia e il notaio, il poliziotto, le insegnanti, il neurochirurgo, il commercialista, la mamma multiforme (tutti componenti del Rotary Club Cesena) una volta sul palcoscenico avrebbero rivelato la capacità di rivestire e rendere credibili otto personaggi liberamente tratti dall’opera di Alan Ayckbourn “Camere da letto” trasformata in “Camere con svista” grazie alla regista Sabina Spazzoli. Capace di trasformare in attori credibili una piccola truppa di neofiti della recitazione, Sabina Spazzoli ne ha fatto un adattamento che nulla toglie alla cifra ironica e farsesca dell’opera originale che mette in scena quattro coppie sposate che intrecciano il loro vissuto, in una sola notte e nella mattina seguente, nel contesto di tre camere da letto. I bisticci, i tradimenti, i dubbi, i desideri frustrati, le fughe e i ritorni sono stati rappresentati in scena con la leggerezza che l’opera richiede. Tutti perfettamente in squadra gli attori: Chicchi De Paoli, Paolo Letizia, Dino Martini, Barbara Paolini, Chiara Scadovi, Roberto Scotto di Clemente, Franca Solfrini, Gilberto Vergoni. Evidente la formula che ha incantato il pubblico, certo predisposto a sorridere benevolmente della prestazione dei rotariani trasformati in attori, ma ben presto soltanto sorpresi dalla fluidità della scena e divertiti dall’insieme della pièce: “Persone che si sono messe in gioco - commenta la regista Sabina Spazzoli - hanno studiato, provato, sbagliato, riso molto e scoperto che il palcoscenico è un luogo pericoloso, crea dipendenza”.  Tante le collaborazioni esterne e del Club per dare vita al progetto (dalle foto di scena di Orlando Piraccini, alla musica originale di Giorgio Babbini, ai trucchi di Lilli Cappelli, ai letti dello Sporting Beach di Lido di Savio, alle luci di Adler Ravaioli, alle scene di Michela Gorini) nato due anni fa da un’idea di Franca Solfrini, all’epoca coordinatrice del Gruppo Consorti del Rotary. I proventi dell’evento vanno ai progetti di sostegno alle donne in situazioni di difficoltà promossi dal Gruppo. Un unico neo ha segnata la serata: posti esauriti da tempo con una lunga fila di richieste che a causa delle dimensioni del teatro non hanno potuto essere accolte. Che sia la premessa per qualche replica?Image attachmentImage attachment+6Image attachment

Il Rotary Club Cesena, rispondendo alla richiesta del proprio Distretto 2072, ha fatto una erogazione di 3.000 euro al Distretto 2110 Malta e Sicilia in soccorso della situazione catastrofica generatasi in Sicilia per il maltempo. Questa la lettera che il Governatore Guido Giuseppe Abbate ha inoltrato a tutti i Club. “Il Governatore del Distretto 2110 (Sicilia e Malta) Sergio Malizia ci rappresenta il grave stato di emergenza che coinvolge intere comunità, oggi bisognose di un sostegno concreto, tempestivo e coordinato nel suo territorio e sottolinea come sia in circostanze come queste che i valori fondanti del Rotary – servizio, solidarietà e attenzione ai bisogni del territorio – ci chiamano ad agire con prontezza e determinazione, e che è in simili situazioni che il nostro motto “Uniti per fare del bene” deve tradursi in un impegno fattivo e responsabile. Parole che non posso che sottoscrivere, anche perché noi Emiliano Romagnoli siamo ben consapevoli di cosa comportano situazioni analoghe. Il Distretto 2110 ha avviato una raccolta fondi straordinaria finalizzata al sostegno delle popolazioni colpite, riservandosi di definire la destinazione e le modalità di erogazione degli aiuti, sulla base anche delle segnalazioni che perverranno dai Club operanti nei territori maggiormente interessati. Sono certo che nessuno di noi Soci del Distretto 2072 farà mancare il suo sostegno ai nostri amici siciliani, e segnalo le modalità di adesione alla raccolta fondi straordinaria:
bonifico sul conto intestato all’Associazione Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International”.

Per chi volesse aggiungere un proprio contributo ecco le coordinate IBAN: IT32E0623016700000015356513.
Causale: donazione per popolazione colpita dall’uragano harry
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Il Rotary Club Cesena, rispondendo alla richiesta del proprio Distretto 2072, ha fatto una erogazione di 3.000 euro al Distretto 2110 Malta e Sicilia in soccorso della situazione catastrofica generatasi in Sicilia per il maltempo. Questa la lettera che il Governatore Guido Giuseppe Abbate ha inoltrato a tutti i Club. “Il Governatore del Distretto 2110 (Sicilia e Malta) Sergio Malizia ci rappresenta il grave stato di emergenza che coinvolge intere comunità, oggi bisognose di un sostegno concreto, tempestivo e coordinato nel suo territorio e sottolinea come sia in circostanze come queste che i valori fondanti del Rotary – servizio, solidarietà e attenzione ai bisogni del territorio – ci chiamano ad agire con prontezza e determinazione, e che è in simili situazioni che il nostro motto “Uniti per fare del bene” deve tradursi in un impegno fattivo e responsabile. Parole che non posso che sottoscrivere, anche perché noi Emiliano Romagnoli siamo ben consapevoli di cosa comportano situazioni analoghe. Il Distretto 2110 ha avviato una raccolta fondi straordinaria finalizzata al sostegno delle popolazioni colpite, riservandosi di definire la destinazione e le modalità di erogazione degli aiuti, sulla base anche delle segnalazioni che perverranno dai Club operanti nei territori maggiormente interessati. Sono certo che nessuno di noi Soci del Distretto 2072 farà mancare il suo sostegno ai nostri amici siciliani, e segnalo le modalità di adesione alla raccolta fondi straordinaria:
bonifico sul conto intestato all’Associazione Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International”.

Per chi volesse aggiungere un proprio contributo  ecco le coordinate IBAN: IT32E0623016700000015356513. 
Causale: donazione per popolazione colpita dall’uragano harry

Anche il Rotary Club Cesena ha perso parte alla conviviale interclub organizzata dal Rotary Valle del Rubicone di cui è stato ospite il generale dei carabinieri Giovanni Nistri che ha presentato il suo libro “Ho servito lo stato”. Introdotto dal presidente Andrea Prati l’alto rappresentante dell’Arma, oggi in pensione, ha ripercorso le tappe di una carriera intensa tra ricordi piacevoli ma anche tante emergenze e fatti gravissimi. Sottoposto ad un fuoco di fila di domande di una platea attenta e numerosa, Nistri non si è sottratto, neppure davanti ai quesiti sull’ordine pubblico di cui si occupano le cronache di questi giorni.
A rappresentare il Club cesenate, oltre ad una quindicina di soci, ha portato il suo saluto la presidente dell’annata in corso Ombretta Sternini.
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Anche il Rotary Club Cesena ha perso parte alla conviviale  interclub organizzata dal Rotary Valle del Rubicone di cui è stato ospite il generale dei carabinieri  Giovanni Nistri che ha presentato il suo libro “Ho servito lo stato”. Introdotto dal presidente Andrea Prati l’alto rappresentante dell’Arma, oggi in pensione, ha ripercorso le tappe di una carriera intensa tra ricordi piacevoli ma anche tante emergenze e fatti gravissimi. Sottoposto ad un fuoco di fila di domande di una platea attenta e numerosa, Nistri non si è sottratto, neppure davanti ai quesiti sull’ordine pubblico di cui si occupano le cronache di questi giorni.
A rappresentare il Club cesenate, oltre ad una quindicina di soci, ha portato il suo saluto la presidente dell’annata in corso Ombretta Sternini.Image attachmentImage attachment

L’evoluzione e le necessità delle cure palliative
in una conferenza al Rotary Club Cesena

Ospiti il dottor Marco Maltoni e la dottoressa Elena Amaducci. Il sodalizio cesenate contribuisce all’acquisto di un ecografo domiciliare per facilitare l’assistenza dei malati nella propria casa

Una cura che tocca l’etica, la psicologia, la sfera affettiva, quella relazionale e sociale oltreché la medicina vera e propria. E’ quella indirizzata ai cosiddetti “malati inguaribili”, i pazienti delle cure palliative. Di questo hanno parlato al Rotary Club Cesena - presieduto in questa annata da Ombretta Sternini - il dottor Marco Maltoni, direttore dell’Unità Operativa di cure Palliative dell’Ausl Romagna e responsabile dell’hospice di Forlipopoli, e la dottoressa Elena Amaducci, responsabile dell’hospice di Savignano sul Rubicone. L’occasione è stata quella di ricordare ai soci del sodalizio cesenate che il contributo all’acquisto di un ecografo portatile, in collaborazione con il Rotary Vallerubicone, è uno dei service dell’annata.
Un tema delicato quello dell’attività dei due hospices che i due relatori hanno declinato evidenziando l’evoluzione di questa branca della medicina, che non va vissuta come l’approdo scivoloso “per chi non ha più niente da sperare” ma come un approccio assistenziale attivo e globale per persone di ogni età che affrontano sofferenze legate a malattie gravi (non solo tumorali), focalizzate sul miglioramento della qualità della vita. Situazioni estreme ma senza disperazione. Il dottor Maltoni ha tenuto ad evidenziare come le cure paliattive siano contraddistinte dalla complessità: non sono soltanto liberazione dal dolore e hanno la necessità di essere vissute in relazione territoriale e in equipe con le altre professionalità mediche per un sostegno personalizzato.
“Le cure palliative - ha detto dal canto suo la dottoressa Elena Amaducci (ricordando che la nascita dell’hospice di Savignano si deve all’impegno, nel 2019, del dottor Andrea Paolo Rossi, anch’egli socio del Rotary) - nel nostro territorio hanno 25 anni di sfide aperte”. “Sfide - ha sottolineato - che si giocano nella rete, tra equipe mediche, assistenza domiciliare e ambulatoriale, approccio multiforme tra medicina e terapia psicologica e sociale, e tutto ciò che può contribuire al benessere, non escluse le discipline olistiche”. Importanti anche le capacità relazionali di chi si occupa di pazienti (che sono almeno il 60 per cento dei malati terminali del territorio) che possano di vivere al meglio una fase così delicata della propria vita. Fatto singolare è, tra l’altro, che c’è pochissimo ricambio tra gli addetti, colpiti dalla riconoscenza di pazienti che non devono guarire ma dei quali devono prendersi cura. Nulla a che fare con l’eutanasia: “Non sottraiamo né aggiungiamo giorni alla vita” hanno scandito i due medici. E la speranza per chi entra? Non sempre la vita termina all’hospice. Non ci sono miracoli, ma spesso la malattia si cronicizza e la vita continua.
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L’evoluzione e le necessità delle cure palliative 
in una conferenza al Rotary Club Cesena

Ospiti il dottor Marco Maltoni e la dottoressa Elena Amaducci. Il sodalizio cesenate contribuisce all’acquisto di un ecografo domiciliare per facilitare l’assistenza dei malati nella propria casa

Una cura che tocca l’etica, la psicologia, la sfera affettiva, quella relazionale e sociale oltreché la medicina vera e propria. E’ quella indirizzata ai cosiddetti “malati inguaribili”, i pazienti delle cure palliative. Di questo hanno parlato al Rotary Club Cesena -  presieduto in questa annata da Ombretta Sternini - il dottor Marco Maltoni, direttore dell’Unità Operativa di cure Palliative dell’Ausl Romagna e responsabile dell’hospice di Forlipopoli, e la dottoressa Elena Amaducci, responsabile dell’hospice di Savignano sul Rubicone. L’occasione è stata quella di ricordare ai soci del sodalizio cesenate che il contributo all’acquisto di un ecografo portatile, in collaborazione con il Rotary Vallerubicone, è uno dei service dell’annata. 
Un tema delicato quello dell’attività dei due hospices che i due relatori hanno declinato evidenziando l’evoluzione di questa branca della medicina, che non va vissuta come l’approdo scivoloso “per chi non ha più niente da sperare” ma come un approccio assistenziale attivo e globale per persone di ogni età che affrontano sofferenze legate a malattie gravi (non solo tumorali), focalizzate sul miglioramento della qualità della vita. Situazioni estreme ma senza disperazione. Il dottor Maltoni ha tenuto ad evidenziare come le cure paliattive siano contraddistinte dalla complessità: non sono soltanto liberazione dal dolore e hanno la necessità di essere vissute in relazione territoriale e in equipe con le altre professionalità mediche per un sostegno personalizzato. 
“Le cure palliative - ha detto dal canto suo la dottoressa Elena Amaducci (ricordando che la nascita dell’hospice di Savignano si deve all’impegno, nel 2019, del dottor Andrea Paolo Rossi, anch’egli socio del Rotary) - nel nostro territorio hanno 25 anni di sfide aperte”. “Sfide - ha sottolineato - che si giocano nella rete, tra equipe mediche, assistenza domiciliare e ambulatoriale, approccio multiforme tra medicina e terapia psicologica e sociale, e tutto ciò che può contribuire al benessere, non escluse le discipline olistiche”. Importanti anche le capacità relazionali di chi si occupa di pazienti (che sono almeno il 60 per cento dei malati terminali del territorio) che possano di vivere al meglio una fase così delicata della propria vita.  Fatto singolare è, tra l’altro, che c’è pochissimo ricambio tra gli addetti, colpiti dalla riconoscenza di pazienti che non devono guarire ma dei quali devono prendersi cura.  Nulla a che fare con l’eutanasia: “Non sottraiamo né aggiungiamo giorni alla vita” hanno scandito i due medici. E la speranza per chi entra? Non sempre la vita termina all’hospice. Non ci sono miracoli, ma spesso la malattia si cronicizza e la vita continua.Image attachmentImage attachment

Valdo Bonfim ospite del Rotary Cesena

Ha raccontato la sua storia di bambino di strada a Rio de Janeiro e poi di testimone alle Nazioni Unite. Oggi è maestro di scuola primaria a San Vittore. Ogni anno accompagna alcuni giovani a visitare le favelas brasiliane

Una testimonianza vibrante che ha coinvolto anche emotivamente i soci del Rotary Club Cesena - presieduto per l’annata in corso dal Ombretta Sternini - ha portato nell’ultima conviviale gli echi di un mondo lontano solo geograficamente, il Brasile. Valdo Bonfim, 53 anni, originario di Belo Horizonte, in Italia da oltre 30 anni, oggi maestro elementare a San Vittore, una doppia laurea acquisita all’università per stranieri di Perugia dopo drammatiche esperienza di bambino di strada a Rio de Janeiro, intervistato dalla giornalista Elide Giordani ha illustrato il suo progetto annuale di accompagnamento di alcuni ragazzi nelle favelas brasiliane. Un progetto, portato avanti con la Ong “Sem fronteiras”, che a giugno dell’anno passato è valso un viaggio formativo per tre ragazzi di San Vittore. Prima di loro tanti altri giovani, provenienti da diverse parti del mondo, hanno fatto la medesima esperienza per acquisire consapevolezza dei rapporti d’interrelazione tra popoli diversi, stimolare una maggiore sensibilità nei confronti dell’altro e sviluppare un’attenzione ed una presa di coscienza sulla realtà attuale. Ma il viaggio socioculturale nelle favelas è stato solo uno degli argomenti toccati dal maestro Valdo (sposato con un’insegnante cesenate e padre di tre ragazzi dagli 8 ai 18 anni). La sua, infatti, è un’esperienza di vita singolare che lo ha portato fino alle Nazioni Unite come testimone di pace. Bonfim ha parlato anche del suo lavoro di insegnante e della necessità che a scuola i ragazzi si appassionino alle storie di umanità che fungono da esempio educativo. Ma anche del Brasile di oggi su cui esprime la più profonda delle preoccupazioni. Un Paese che non ha trovato la via dei diritti umani e dell’uguaglianza poiché c’è chi sprofonda sempre più nella povertà mentre le ricchezze continuano ad essere accumulate a vantaggio di poche persone. Anche la grande foresta amazzonica, ha detto Bonfim, è oggi preda di gruppi di potere appoggiati da milizie armate che ne detengono lo sfruttamento. Per tornare all’Italia e alla sua vita nel nostro Paese, ha sfiorato, pur con qualche ironia, il tema dei pregiudizi che alcuni esprimo nei confronti delle persone di colore. Come l’occasione in cui, difendendo una collega, che insieme a lui accompagnava alcuni bambini della scuola ma aveva dimenticato il biglietto per il bus, l’autista lo ha apostrofato con arroganza dicendogli che non poteva essere un maestro e dunque che scendesse dal bus e se ne andasse a lavorare da Amadori poiché di certo quello era il suo mestiere.
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Valdo Bonfim ospite del Rotary Cesena

Ha  raccontato la sua storia di bambino di strada a Rio de Janeiro e poi di testimone alle Nazioni Unite. Oggi è  maestro di scuola primaria a San Vittore. Ogni anno accompagna alcuni giovani a visitare le favelas brasiliane

Una testimonianza vibrante che ha coinvolto anche  emotivamente i soci del Rotary Club Cesena - presieduto per l’annata in corso dal Ombretta Sternini - ha portato nell’ultima conviviale gli echi di un mondo lontano solo geograficamente, il Brasile. Valdo Bonfim,  53 anni, originario di Belo Horizonte, in Italia da oltre 30 anni, oggi maestro elementare a San Vittore, una doppia laurea acquisita all’università per stranieri di Perugia dopo drammatiche esperienza di bambino di strada a Rio de Janeiro, intervistato dalla giornalista Elide Giordani ha illustrato il suo progetto annuale di accompagnamento di alcuni ragazzi nelle favelas brasiliane. Un progetto, portato avanti con la Ong “Sem fronteiras”, che a giugno dell’anno passato è valso un viaggio formativo per tre ragazzi di San Vittore. Prima di loro tanti altri giovani, provenienti da diverse parti del mondo, hanno fatto la medesima esperienza per  acquisire consapevolezza dei rapporti d’interrelazione tra popoli diversi, stimolare una maggiore sensibilità nei confronti dell’altro e sviluppare un’attenzione ed una presa di coscienza sulla realtà attuale. Ma il viaggio socioculturale nelle favelas è stato solo uno degli argomenti toccati dal maestro Valdo (sposato con un’insegnante cesenate e padre di tre ragazzi dagli 8 ai 18 anni). La sua, infatti, è un’esperienza di vita singolare che lo ha portato fino alle Nazioni Unite come testimone di pace. Bonfim ha parlato anche del suo lavoro di insegnante e della necessità che a scuola i ragazzi si appassionino alle storie di umanità che fungono da esempio educativo. Ma anche del Brasile di oggi su cui esprime la più profonda delle preoccupazioni. Un Paese che non ha trovato la via dei diritti umani e dell’uguaglianza poiché c’è chi sprofonda sempre più nella povertà mentre le ricchezze continuano ad essere accumulate a vantaggio di poche persone. Anche la grande foresta amazzonica, ha detto Bonfim, è oggi preda di gruppi di potere appoggiati da milizie armate che ne detengono lo sfruttamento. Per tornare all’Italia e alla sua vita nel nostro Paese, ha sfiorato, pur con qualche ironia,  il tema dei pregiudizi che alcuni esprimo nei confronti delle persone di colore. Come l’occasione in cui, difendendo una collega, che insieme a lui accompagnava alcuni bambini della scuola ma aveva dimenticato il biglietto per il bus, l’autista lo ha apostrofato con arroganza dicendogli che non poteva essere un maestro e dunque che scendesse dal bus e se ne andasse a lavorare da Amadori poiché di certo quello era il suo mestiere.Image attachmentImage attachment+1Image attachment

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Premio Novello 2025. Complimenti a Lidia Agostini (che ha ritirato il premio alla memoria di suo nonno Sigfrido Sozzi, primo sindaco dopo la liberazione), all’ingegnere informatico Marco Ramilli, alla psicologa Paola Pedrelli. ... Vedi altroVedi meno

Premio Novello 2025. Complimenti a Lidia Agostini (che ha ritirato il premio alla memoria  di suo nonno Sigfrido Sozzi, primo sindaco dopo la liberazione), all’ingegnere informatico Marco Ramilli, alla psicologa Paola Pedrelli.

Come ogni anno anche per il Natale che si avvicina Don Piero Altieri, già past president del sodalizio cesenate, manda il suo messaggi natalizio ai soci. Ecco quello di quest'anno.

Cari amici e amici degli amici del Rotary, desidero essere con voi per disporre il cuore e la vita delle nostre famiglie all’incontro gioioso con il mistero del Natale di nostro Signore Gesù Cristo, il Salvatore che il Padre dei cieli ha mandato e manda nella nostra storia per riscattarla dal male, dalla cattiveria, dall’indifferenza che inquinano i nostri cuori, impedendoci così di raggiungere quella gioia piena cui siamo destinati mentre siamo in cammino verso la pienezza della vita e della storia.
Riascolto con voi e con le vostre famiglie il canto degli Angeli, messaggeri di Dio, che invitano anche noi ad essere costruttori di pace là dove la Provvidenza ci manda a vivere le nostre responsabilità. Condivido con voi una preoccupazione che si fa attenzione premurosa per la vita dei nostri ragazzi, i quali non aspettano da noi sterili lamentele ma disponibilità e accoglienza, così da poter scoprire ciò che conta veramente. A Betlemme di Giudea, oggi amaramente coinvolta nelle lotte fratricide dei discendenti del patriarca Abramo, contempliamo con gli occhi del cuore il mistero della Sacra Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe. Cari amici, ogni giorno vi ricordo nella celebrazione della Santa Messa. Un abbraccio affettuoso anche ai “nuovi” soci.
Don Piero
P.S. Sono indiscreto! Prendo in prestito una riflessione del maestro Muti: “Non snaturate il Presepe, la scena del Presepe”. Accanto ai vostri figli e a ai vostri nipoti leggete le pagine del Vangelo.
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Come ogni anno anche per il Natale che si avvicina Don Piero Altieri, già past president del sodalizio cesenate, manda il suo messaggi natalizio ai soci. Ecco quello di questanno.

 Cari amici e amici degli amici del Rotary, desidero essere con voi per disporre il cuore e la vita delle nostre famiglie all’incontro gioioso con il mistero del Natale di nostro Signore Gesù Cristo, il Salvatore che il Padre dei cieli ha mandato e manda nella nostra storia per riscattarla dal male, dalla cattiveria, dall’indifferenza che inquinano i nostri cuori, impedendoci così di raggiungere quella gioia piena cui siamo destinati mentre siamo in cammino verso la pienezza della vita e della storia.
Riascolto con voi e con le vostre famiglie il canto degli Angeli, messaggeri di Dio, che invitano anche noi ad essere costruttori di pace là dove la Provvidenza ci manda a vivere le nostre responsabilità. Condivido con voi una preoccupazione che si fa attenzione premurosa per la vita dei nostri ragazzi, i quali non aspettano da noi sterili lamentele ma disponibilità e accoglienza, così da poter scoprire ciò che conta veramente. A Betlemme di Giudea, oggi amaramente coinvolta nelle lotte fratricide dei discendenti del patriarca Abramo, contempliamo con gli occhi del cuore il mistero della Sacra Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe. Cari amici, ogni giorno vi ricordo nella celebrazione della Santa Messa. Un abbraccio affettuoso anche ai “nuovi” soci.
Don Piero
P.S. Sono indiscreto! Prendo in prestito una riflessione del maestro Muti: “Non snaturate il Presepe, la scena del Presepe”. Accanto ai vostri figli e a ai vostri nipoti leggete le pagine del Vangelo.
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