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Chi Siamo

Il Rotary Club di Cesena è nato il 7 Dicembre 1957.
La prima riunione con la consegna della Carta da parte del Governatore Felice RotaryClub di Cesena Gioelli di Ferrara avvenne al Nuovo Hotel Casali con la partecipazione di numerosi rotariani del Distretto 186° di cui entravamo a far parte.
Il nostro era il Club 9650° dalla fondazione del Rotary International.
Club padrino era stato Forlì con l’avv. Monti.
Erano 27 i soci fondatori ripartiti nelle classifiche più rappresentative della vita della città.

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SÌ REPLICA!!! Divertimento assicurato ... Vedi altroVedi meno

SÌ REPLICA!!! Divertimento assicurato

IL VALORE DELLA POLITICA
di Francesco Zanotti

"Ci lamentiamo che la gente non va a votare. Poi ci insultiamo a vicenda, come sta accadendo in questi giorni per la campagna referendaria in vista del voto del 22 e 23 marzo prossimi”.

L’ha detto ieri, giovedì 19 febbraio, il senatore Pierferdinando Casini, bolognese classe 1955, politico di lunghissimo corso, già presidente della Camera dei deputati, durante l’interclub svoltosi al Grand Hotel di Forlì.

L’evento è stato promosso dal Rotary Club Forlì Tre Valli guidato dalla presidente Lorella Mignogna, con i club di Cesena (presidente Ombretta Sternini) e Cesena-Valle del Savio (presidente Cristina Bambi).

Alla serata hanno preso parte il governatore del Distretto 2072, Guido Giuseppe Abbate, l’assistente del governatore, Filippo Cicognani, e il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Gianluigi Di Pilato.

Il senatore Casini interviene a pochi giorni dall’uscita di un volume, edito dal Mulino. Il libro, che riporta nella sua prima parte un lungo dialogo con lo storico e politologo Paolo Pombeni, ha un titolo evocativo “Al centro dell’aula. Dalla Prima Repubblica a oggi”.

Titolo che condensa gli oltre 40 anni di impegno politico di Casini svolti tutti con una posizione moderata, al centro non solo dell’aula di Montecitorio, ma anche dell’agone politico, con lo stile di chi non ha mai alzato i toni, ma è sempre stato alla ricerca del confronto.

“Un tempo tutti conoscevano i parlamentari – prosegue Casini, incalzato dalle domande di Mario Russomanno, giornalista forlivese, che ha cercato di interpretare le richieste degli oltre 120 presenti - oggi nessuno sa chi è il senatore eletto nel proprio collegio”.

Casini snocciola nomi ancora vivi nella memoria di tanti: il senatore e sindaco di Sarsina Lorenzo Cappelli, gli onorevoli Nino Cristofori e Giancarlo Tesini.

“C’era allora – insiste – il rapporto con la gente. Oggi i capipartito hanno in mano lo scettro”. Manca la selezione della classe dirigente, manca la formazione all’interno dei partiti ridotti spesso a comitati elettorali.

Arrivano a Roma “turisti per caso”, ammonisce l’ex presidente della Camera.
Durante l’intervista si parla anche di bipolarismo. Di che tipo lo vogliamo, si chiede Casini. Con valori minimi condivisi o posizionato sugli estremismi?

“Oggi pare che molti leader abbiano il problema di fidelizzare i fans - nota il senatore -. Se si va avanti così, alla prossima tornata elettorale andrà a votare il 40 per cento degli elettori”.

Casini parla dei diversi tipi di diplomazia. Adesso abbiamo visto in campo quella delle Olimpiadi, una diplomazia sportiva, con i primi Giochi diffusi capaci di mettere in mostra un’Italia di successo, con diverse località coinvolte.

Per non parlare della diplomazia “delle nostre Ong e di quella delle opere di carità”. Poi c’è pure la diplomazia parlamentare, quella che porta in giro per il mondo politici dei diversi schieramenti.

Casini ricorda quando andò da Maduro, allora presidente del Venezuela, per chiedere la liberazione di due parlamentari con doppio passaporto, venezuelano e italiano, detenuti ingiustamente.

“Alla fine li ho fatti rientrare in Italia”, ricorda con soddisfazione. Sulla politica estera, Casini dice che ormai non esiste più differenza con quella interna. “Quando Trump decide di mettere i dazi è un fatto di politica estera o di politica interna?, visto che la decisione riguarda anche tutti noi, i prezzi dei prodotti che acquistiamo al supermercato, l’inflazione…”. Ricorda a tutti: parlare di Europa “non è più una questione di politica estera.

Non siamo scrocconi degli Usa, ma di fatto siamo una colonia degli Usa”. Quindi insiste: “Non vorrei lasciare ai miei figli un mondo in cui conta la forza. Io sono per il multilateralismo”.

Tutto è molto cambiato negli ultimi anni. L’Europa produceva il 50 per cento del Pil (Prodotto interno lordo) mondiale. Ora è al 15. “Ci dobbiamo mettere assieme. Da soli non si va da nessuna parte – insiste Casini -. Trump? Forse non tutti i mali vengono per nuocere. I Paesi europei sono costretti, con lui, a diventare maggiorenni. Non c’è più uno chi ci tutela a prescindere”.

Sull’Ucraina non ha dubbi l’ex Dc: “Non si vende, ma si difende, altrimenti si legalizza la prepotenza. Putin ha perso sul campo. A oggi ha conquistato solo l’80 per cento del Donbass. Ma Putin ha vinto la guerra dell’informazione”. Su Medio Oriente e Gaza, Casini ha sue ricette. “Sono convinto, penso come tanti, che la soluzione passi dai due popoli e due Stati, ma finché non ci sarà reciproco rispetto non ci sarà la pace”.

Sui temi più urgenti del momento, l’ex presidente della Camera ricorda a tutti che la questione cruciale è legata alla demografia, “ma il tema non va affrontato con toni da campagna elettorale. Se da noi se ne dovessero andare gli extracomunitari, la nostra situazione diverrebbe insostenibile”.

Sull’Intelligenza artificiale dice che siamo “in mano a oligopoli privati. E la politica cosa fa? È assente”. Sui giovani assicura che “non sono perditempo. Una volta salivano al nord dal sud del Paese. Ora vanno all’estero a cercare miglior fortuna”. Attenzione alle città. Vi andrà ad abitare il 90 per cento della popolazione mondiale.

“Ci saranno sacche di povertà” che metteranno in discussione i modelli attuali. Allora, “occorre avere una politica – dice in conclusione Casini -. Ci vuole un centro moderato”. È la ricetta per l’Italia, dalla Prima Repubblica a oggi.

Francesco Zanotti
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IL VALORE DELLA POLITICA
di Francesco Zanotti 

Ci lamentiamo che la gente non va a votare. Poi ci insultiamo a vicenda, come sta accadendo in questi giorni per la campagna referendaria in vista del voto del 22 e 23 marzo prossimi”.

L’ha detto ieri, giovedì 19 febbraio, il senatore Pierferdinando Casini, bolognese classe 1955, politico di lunghissimo corso, già presidente della Camera dei deputati, durante l’interclub svoltosi al Grand Hotel di Forlì.

L’evento è stato promosso dal Rotary Club Forlì Tre Valli guidato dalla presidente Lorella Mignogna, con i club di Cesena (presidente Ombretta Sternini) e Cesena-Valle del Savio (presidente Cristina Bambi).

Alla serata hanno preso parte il governatore del Distretto 2072, Guido Giuseppe Abbate, l’assistente del governatore, Filippo Cicognani, e il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Gianluigi Di Pilato.

Il senatore Casini interviene a pochi giorni dall’uscita di un volume, edito dal Mulino. Il libro, che riporta nella sua prima parte un lungo dialogo con lo storico e politologo Paolo Pombeni, ha un titolo evocativo “Al centro dell’aula. Dalla Prima Repubblica a oggi”.

Titolo che condensa gli oltre 40 anni di impegno politico di Casini svolti tutti con una posizione moderata, al centro non solo dell’aula di Montecitorio, ma anche dell’agone politico, con lo stile di chi non ha mai alzato i toni, ma è sempre stato alla ricerca del confronto.

“Un tempo tutti conoscevano i parlamentari – prosegue Casini, incalzato dalle domande di Mario Russomanno, giornalista forlivese, che ha cercato di interpretare le richieste degli oltre 120 presenti - oggi nessuno sa chi è il senatore eletto nel proprio collegio”.

Casini snocciola nomi ancora vivi nella memoria di tanti: il senatore e sindaco di Sarsina Lorenzo Cappelli, gli onorevoli Nino Cristofori e Giancarlo Tesini.

“C’era allora – insiste – il rapporto con la gente. Oggi i capipartito hanno in mano lo scettro”. Manca la selezione della classe dirigente, manca la formazione all’interno dei partiti ridotti spesso a comitati elettorali.

Arrivano a Roma “turisti per caso”, ammonisce l’ex presidente della Camera.
Durante l’intervista si parla anche di bipolarismo. Di che tipo lo vogliamo, si chiede Casini. Con valori minimi condivisi o posizionato sugli estremismi?

“Oggi pare che molti leader abbiano il problema di fidelizzare i fans - nota il senatore -. Se si va avanti così, alla prossima tornata elettorale andrà a votare il 40 per cento degli elettori”.

Casini parla dei diversi tipi di diplomazia. Adesso abbiamo visto in campo quella delle Olimpiadi, una diplomazia sportiva, con i primi Giochi diffusi capaci di mettere in mostra un’Italia di successo, con diverse località coinvolte.

Per non parlare della diplomazia “delle nostre Ong e di quella delle opere di carità”. Poi c’è pure la diplomazia parlamentare, quella che porta in giro per il mondo politici dei diversi schieramenti.

Casini ricorda quando andò da Maduro, allora presidente del Venezuela, per chiedere la liberazione di due parlamentari con doppio passaporto, venezuelano e italiano, detenuti ingiustamente.

“Alla fine li ho fatti rientrare in Italia”, ricorda con soddisfazione. Sulla politica estera, Casini dice che ormai non esiste più differenza con quella interna. “Quando Trump decide di mettere i dazi è un fatto di politica estera o di politica interna?, visto che la decisione riguarda anche tutti noi, i prezzi dei prodotti che acquistiamo al supermercato, l’inflazione…”. Ricorda a tutti: parlare di Europa “non è più una questione di politica estera.

Non siamo scrocconi degli Usa, ma di fatto siamo una colonia degli Usa”. Quindi insiste: “Non vorrei lasciare ai miei figli un mondo in cui conta la forza. Io sono per il multilateralismo”.

Tutto è molto cambiato negli ultimi anni. L’Europa produceva il 50 per cento del Pil (Prodotto interno lordo) mondiale. Ora è al 15. “Ci dobbiamo mettere assieme. Da soli non si va da nessuna parte – insiste Casini -. Trump? Forse non tutti i mali vengono per nuocere. I Paesi europei sono costretti, con lui, a diventare maggiorenni. Non c’è più uno chi ci tutela a prescindere”.

Sull’Ucraina non ha dubbi l’ex Dc: “Non si vende, ma si difende, altrimenti si legalizza la prepotenza. Putin ha perso sul campo. A oggi ha conquistato solo l’80 per cento del Donbass. Ma Putin ha vinto la guerra dell’informazione”. Su Medio Oriente e Gaza, Casini ha sue ricette. “Sono convinto, penso come tanti, che la soluzione passi dai due popoli e due Stati, ma finché non ci sarà reciproco rispetto non ci sarà la pace”.

Sui temi più urgenti del momento, l’ex presidente della Camera ricorda a tutti che la questione cruciale è legata alla demografia, “ma il tema non va affrontato con toni da campagna elettorale. Se da noi se ne dovessero andare gli extracomunitari, la nostra situazione diverrebbe insostenibile”.

Sull’Intelligenza artificiale dice che siamo “in mano a oligopoli privati. E la politica cosa fa? È assente”. Sui giovani assicura che “non sono perditempo. Una volta salivano al nord dal sud del Paese. Ora vanno all’estero a cercare miglior fortuna”. Attenzione alle città. Vi andrà ad abitare il 90 per cento della popolazione mondiale.

“Ci saranno sacche di povertà” che metteranno in discussione i modelli attuali. Allora, “occorre avere una politica – dice in conclusione Casini -. Ci vuole un centro moderato”. È la ricetta per l’Italia, dalla Prima Repubblica a oggi.

Francesco Zanotti

I restauri della Sala Capitolare del Monte al Rotary

Ne hanno parlato lo storico Marino Mengozzi, il restauratore Giovanni Giannelli
e l’abate Dom Mauro Maccarinelli. Anche il sodalizio cesenate
partecipa alla raccolta fondi per l’intervento

L’arte millenaria della Basilica del Monte è stata al centro dell’ultima conviviale del Rotary Club Cesena guidato per l’annata in corso da Ombretta Sternini. L’occasione è stata il punto sul restauro degli affreschi della Sala Capitolare dell’Abbazia a cui partecipa con un contributo anche il sodalizio cesenate. In una serata densa che ha valorizzato l’impegno della Fondazione della Cassa di Risparmio che, oltre a metterci risorse economiche proprie, ha messo in gioco le sue relazioni con la città in un fundraising che ha coagulato la generosità di una cinquantina di aziende che hanno devoluto ciò che mancava ai 200 mila euro necessari per l’intervento. Introdotti dallo storico Marino Mengozzi, profondo conoscitore della storia dell’Abbazia, che ha evidenziato come l’immagine che domina dall’alto sia riferimento identitario di Cesena, hanno portato un contributo approfondito ed anche emozionante il restauratore Giovanni Giannelli e l’abate Dom Mauro Maccarinelli. Giannelli - a cui sono affidati a tutt’oggi importanti restauri (tra cui quello di San Marco a Venezia) in giro per l’Italia - è l’erede del laboratorio di San Lazzaro di Savena del celebratissimo Ottorino Nonfarmale, autore nell’85 del restauro della fondata Masini, ed ha mostrato attraverso immagini, lo stato degli affreschi in restauro. Dipinti eleganti e di grandi qualità che mostrano i segni del tempo e i rischi a cui sono sottoposti senza l’intervento urgente già avviato. Diverse crepe e qualche punto in distacco dal fondo mostrano, infatti, la preziosa cupola ad ombrello, le sue quindici lunette con gli Apostoli, San Benedetto, San Mauro e San Placido, l’Assunzione dipinta sul soffitto e l’incoronazione di Maria della piccola abside. Oggi c’è al centro della sala anche un’impalcatura che consente agli eventuali visitatori di vedere da vicino, occasione imperdibile, la qualità dei dipinti.
Ha fatto seguito una disquisizione dotta ed empatica da parte dell’abate Dom Mauro che ha evidenziato il ruolo della sala capitolare per la comunità dei benedettini che oggi assomma nove confratelli fra cui un novizio cesenate: un luogo cardine della convivenza dove si struttura la vita religiosa, sociale e civile dell’abbazia. Qui si riuniscono i monaci per organizzare la loro vita di comunità. E’ stata costruita con la cura che i benedettini dedicano ai luoghi e al prodotto del lavoro paziente dell’uomo ("Ora et labora") ma spesso “diventa un’arena in cui imporre il proprio pensiero”. “Una situazione - ha chiarito l’abate - che però a Cesena non si è mai verificata”. Ma il commento è servito al religioso per evidenziare quanto sia lontana da un tale atteggiamento la regola lasciata da San Benedetto che, a 14 secoli di distanza, è ancora valida. Un vero modello dove “l’io esasperato deve essere domato per far prevalere il bene di tutti”.
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I restauri della Sala Capitolare del Monte al Rotary

Ne hanno parlato lo storico Marino Mengozzi, il restauratore Giovanni Giannelli 
e l’abate Dom Mauro Maccarinelli. Anche il sodalizio cesenate 
partecipa alla raccolta fondi per l’intervento

L’arte millenaria della Basilica del Monte è stata al centro dell’ultima conviviale del Rotary Club Cesena guidato per l’annata in corso da Ombretta Sternini. L’occasione è stata il punto sul restauro degli affreschi della Sala Capitolare dell’Abbazia a cui partecipa con un contributo anche il sodalizio cesenate. In una serata densa che ha valorizzato l’impegno della Fondazione della Cassa di Risparmio che, oltre a metterci risorse economiche proprie, ha messo in gioco le sue relazioni con la città in un fundraising che ha coagulato la generosità di una cinquantina di aziende che hanno devoluto ciò che mancava ai 200 mila euro necessari per l’intervento.  Introdotti dallo storico Marino Mengozzi, profondo conoscitore della storia dell’Abbazia, che ha evidenziato come l’immagine che domina dall’alto sia riferimento identitario di Cesena, hanno portato un contributo approfondito ed anche emozionante il restauratore Giovanni Giannelli e l’abate Dom Mauro Maccarinelli.  Giannelli - a cui sono affidati a tutt’oggi importanti restauri (tra cui quello di San Marco a Venezia) in giro per l’Italia - è l’erede del laboratorio di San Lazzaro di Savena del celebratissimo Ottorino Nonfarmale, autore nell’85 del restauro della fondata Masini, ed ha mostrato attraverso immagini, lo stato degli affreschi in restauro. Dipinti eleganti e di grandi qualità che mostrano i segni del tempo e i rischi a cui sono sottoposti senza l’intervento urgente già avviato. Diverse crepe e qualche punto in distacco dal fondo mostrano, infatti, la preziosa cupola ad ombrello, le sue quindici lunette con gli Apostoli, San Benedetto, San Mauro e San Placido, l’Assunzione dipinta sul soffitto e l’incoronazione di Maria della piccola abside. Oggi c’è al centro della sala anche un’impalcatura che consente agli eventuali visitatori di vedere da vicino, occasione imperdibile, la qualità dei dipinti. 
Ha fatto seguito una disquisizione dotta ed empatica da parte dell’abate Dom Mauro che ha evidenziato il ruolo della sala capitolare per la comunità dei benedettini che oggi assomma nove confratelli fra cui un novizio cesenate: un luogo cardine della convivenza dove si struttura la vita religiosa, sociale e civile dell’abbazia. Qui si riuniscono i monaci per organizzare la loro vita di comunità. E’ stata costruita con la cura che i benedettini dedicano ai luoghi e al prodotto del lavoro paziente dell’uomo (Ora et labora) ma spesso “diventa un’arena in cui imporre il proprio pensiero”. “Una situazione - ha chiarito l’abate - che però a Cesena non si è mai verificata”. Ma il commento è servito al religioso per evidenziare quanto sia lontana da un tale atteggiamento la regola lasciata da San Benedetto che, a 14 secoli di distanza, è ancora valida. Un vero modello dove “l’io esasperato deve essere domato per far prevalere il bene di tutti”.Image attachmentImage attachment+1Image attachment

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Tutto esaurito per la pièce messa in scena
dal Gruppo Consorti del Rotary Club Cesena

Grande successo per “Camere con svista”, otto attori non professionisti che si sono cimentati in scena con la regia di Sabina Spazzoli. Ci saranno repliche?

Un apprezzamento che è andato ben oltre il riconoscimento di un impegno che nelle intenzioni aveva soprattutto una finalità benefica. La rappresentazione teatrale allestita dal Gruppo Consorti Rotary e presentata in prima assoluta al Teatro Victor di San Vittore è stata quello che si definisce un vero successo: applausi, emozioni, risate e sorprese. Chi l’avrebbe detto che la notaia e il notaio, il poliziotto, le insegnanti, il neurochirurgo, il commercialista, la mamma multiforme (tutti componenti del Rotary Club Cesena) una volta sul palcoscenico avrebbero rivelato la capacità di rivestire e rendere credibili otto personaggi liberamente tratti dall’opera di Alan Ayckbourn “Camere da letto” trasformata in “Camere con svista” grazie alla regista Sabina Spazzoli. Capace di trasformare in attori credibili una piccola truppa di neofiti della recitazione, Sabina Spazzoli ne ha fatto un adattamento che nulla toglie alla cifra ironica e farsesca dell’opera originale che mette in scena quattro coppie sposate che intrecciano il loro vissuto, in una sola notte e nella mattina seguente, nel contesto di tre camere da letto. I bisticci, i tradimenti, i dubbi, i desideri frustrati, le fughe e i ritorni sono stati rappresentati in scena con la leggerezza che l’opera richiede. Tutti perfettamente in squadra gli attori: Chicchi De Paoli, Paolo Letizia, Dino Martini, Barbara Paolini, Chiara Scadovi, Roberto Scotto di Clemente, Franca Solfrini, Gilberto Vergoni. Evidente la formula che ha incantato il pubblico, certo predisposto a sorridere benevolmente della prestazione dei rotariani trasformati in attori, ma ben presto soltanto sorpresi dalla fluidità della scena e divertiti dall’insieme della pièce: “Persone che si sono messe in gioco - commenta la regista Sabina Spazzoli - hanno studiato, provato, sbagliato, riso molto e scoperto che il palcoscenico è un luogo pericoloso, crea dipendenza”. Tante le collaborazioni esterne e del Club per dare vita al progetto (dalle foto di scena di Orlando Piraccini, alla musica originale di Giorgio Babbini, ai trucchi di Lilli Cappelli, ai letti dello Sporting Beach di Lido di Savio, alle luci di Adler Ravaioli, alle scene di Michela Gorini) nato due anni fa da un’idea di Franca Solfrini, all’epoca coordinatrice del Gruppo Consorti del Rotary. I proventi dell’evento vanno ai progetti di sostegno alle donne in situazioni di difficoltà promossi dal Gruppo. Un unico neo ha segnata la serata: posti esauriti da tempo con una lunga fila di richieste che a causa delle dimensioni del teatro non hanno potuto essere accolte. Che sia la premessa per qualche replica?
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Tutto esaurito per la pièce messa in scena 
dal Gruppo Consorti del Rotary Club Cesena

Grande successo per “Camere con svista”, otto attori non professionisti che si sono cimentati in scena con la regia di Sabina Spazzoli. Ci saranno repliche?

Un apprezzamento che è andato ben oltre il riconoscimento di un impegno che nelle intenzioni aveva soprattutto una finalità benefica. La rappresentazione teatrale allestita dal Gruppo Consorti Rotary e presentata in prima assoluta al Teatro Victor di San Vittore è stata quello che si definisce un vero successo: applausi, emozioni, risate e sorprese. Chi l’avrebbe detto che la notaia e il notaio, il poliziotto, le insegnanti, il neurochirurgo, il commercialista, la mamma multiforme (tutti componenti del Rotary Club Cesena) una volta sul palcoscenico avrebbero rivelato la capacità di rivestire e rendere credibili otto personaggi liberamente tratti dall’opera di Alan Ayckbourn “Camere da letto” trasformata in “Camere con svista” grazie alla regista Sabina Spazzoli. Capace di trasformare in attori credibili una piccola truppa di neofiti della recitazione, Sabina Spazzoli ne ha fatto un adattamento che nulla toglie alla cifra ironica e farsesca dell’opera originale che mette in scena quattro coppie sposate che intrecciano il loro vissuto, in una sola notte e nella mattina seguente, nel contesto di tre camere da letto. I bisticci, i tradimenti, i dubbi, i desideri frustrati, le fughe e i ritorni sono stati rappresentati in scena con la leggerezza che l’opera richiede. Tutti perfettamente in squadra gli attori: Chicchi De Paoli, Paolo Letizia, Dino Martini, Barbara Paolini, Chiara Scadovi, Roberto Scotto di Clemente, Franca Solfrini, Gilberto Vergoni. Evidente la formula che ha incantato il pubblico, certo predisposto a sorridere benevolmente della prestazione dei rotariani trasformati in attori, ma ben presto soltanto sorpresi dalla fluidità della scena e divertiti dall’insieme della pièce: “Persone che si sono messe in gioco - commenta la regista Sabina Spazzoli - hanno studiato, provato, sbagliato, riso molto e scoperto che il palcoscenico è un luogo pericoloso, crea dipendenza”.  Tante le collaborazioni esterne e del Club per dare vita al progetto (dalle foto di scena di Orlando Piraccini, alla musica originale di Giorgio Babbini, ai trucchi di Lilli Cappelli, ai letti dello Sporting Beach di Lido di Savio, alle luci di Adler Ravaioli, alle scene di Michela Gorini) nato due anni fa da un’idea di Franca Solfrini, all’epoca coordinatrice del Gruppo Consorti del Rotary. I proventi dell’evento vanno ai progetti di sostegno alle donne in situazioni di difficoltà promossi dal Gruppo. Un unico neo ha segnata la serata: posti esauriti da tempo con una lunga fila di richieste che a causa delle dimensioni del teatro non hanno potuto essere accolte. Che sia la premessa per qualche replica?Image attachmentImage attachment+6Image attachment

Il Rotary Club Cesena, rispondendo alla richiesta del proprio Distretto 2072, ha fatto una erogazione di 3.000 euro al Distretto 2110 Malta e Sicilia in soccorso della situazione catastrofica generatasi in Sicilia per il maltempo. Questa la lettera che il Governatore Guido Giuseppe Abbate ha inoltrato a tutti i Club. “Il Governatore del Distretto 2110 (Sicilia e Malta) Sergio Malizia ci rappresenta il grave stato di emergenza che coinvolge intere comunità, oggi bisognose di un sostegno concreto, tempestivo e coordinato nel suo territorio e sottolinea come sia in circostanze come queste che i valori fondanti del Rotary – servizio, solidarietà e attenzione ai bisogni del territorio – ci chiamano ad agire con prontezza e determinazione, e che è in simili situazioni che il nostro motto “Uniti per fare del bene” deve tradursi in un impegno fattivo e responsabile. Parole che non posso che sottoscrivere, anche perché noi Emiliano Romagnoli siamo ben consapevoli di cosa comportano situazioni analoghe. Il Distretto 2110 ha avviato una raccolta fondi straordinaria finalizzata al sostegno delle popolazioni colpite, riservandosi di definire la destinazione e le modalità di erogazione degli aiuti, sulla base anche delle segnalazioni che perverranno dai Club operanti nei territori maggiormente interessati. Sono certo che nessuno di noi Soci del Distretto 2072 farà mancare il suo sostegno ai nostri amici siciliani, e segnalo le modalità di adesione alla raccolta fondi straordinaria:
bonifico sul conto intestato all’Associazione Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International”.

Per chi volesse aggiungere un proprio contributo ecco le coordinate IBAN: IT32E0623016700000015356513.
Causale: donazione per popolazione colpita dall’uragano harry
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Il Rotary Club Cesena, rispondendo alla richiesta del proprio Distretto 2072, ha fatto una erogazione di 3.000 euro al Distretto 2110 Malta e Sicilia in soccorso della situazione catastrofica generatasi in Sicilia per il maltempo. Questa la lettera che il Governatore Guido Giuseppe Abbate ha inoltrato a tutti i Club. “Il Governatore del Distretto 2110 (Sicilia e Malta) Sergio Malizia ci rappresenta il grave stato di emergenza che coinvolge intere comunità, oggi bisognose di un sostegno concreto, tempestivo e coordinato nel suo territorio e sottolinea come sia in circostanze come queste che i valori fondanti del Rotary – servizio, solidarietà e attenzione ai bisogni del territorio – ci chiamano ad agire con prontezza e determinazione, e che è in simili situazioni che il nostro motto “Uniti per fare del bene” deve tradursi in un impegno fattivo e responsabile. Parole che non posso che sottoscrivere, anche perché noi Emiliano Romagnoli siamo ben consapevoli di cosa comportano situazioni analoghe. Il Distretto 2110 ha avviato una raccolta fondi straordinaria finalizzata al sostegno delle popolazioni colpite, riservandosi di definire la destinazione e le modalità di erogazione degli aiuti, sulla base anche delle segnalazioni che perverranno dai Club operanti nei territori maggiormente interessati. Sono certo che nessuno di noi Soci del Distretto 2072 farà mancare il suo sostegno ai nostri amici siciliani, e segnalo le modalità di adesione alla raccolta fondi straordinaria:
bonifico sul conto intestato all’Associazione Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International”.

Per chi volesse aggiungere un proprio contributo  ecco le coordinate IBAN: IT32E0623016700000015356513. 
Causale: donazione per popolazione colpita dall’uragano harry

Anche il Rotary Club Cesena ha perso parte alla conviviale interclub organizzata dal Rotary Valle del Rubicone di cui è stato ospite il generale dei carabinieri Giovanni Nistri che ha presentato il suo libro “Ho servito lo stato”. Introdotto dal presidente Andrea Prati l’alto rappresentante dell’Arma, oggi in pensione, ha ripercorso le tappe di una carriera intensa tra ricordi piacevoli ma anche tante emergenze e fatti gravissimi. Sottoposto ad un fuoco di fila di domande di una platea attenta e numerosa, Nistri non si è sottratto, neppure davanti ai quesiti sull’ordine pubblico di cui si occupano le cronache di questi giorni.
A rappresentare il Club cesenate, oltre ad una quindicina di soci, ha portato il suo saluto la presidente dell’annata in corso Ombretta Sternini.
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Anche il Rotary Club Cesena ha perso parte alla conviviale  interclub organizzata dal Rotary Valle del Rubicone di cui è stato ospite il generale dei carabinieri  Giovanni Nistri che ha presentato il suo libro “Ho servito lo stato”. Introdotto dal presidente Andrea Prati l’alto rappresentante dell’Arma, oggi in pensione, ha ripercorso le tappe di una carriera intensa tra ricordi piacevoli ma anche tante emergenze e fatti gravissimi. Sottoposto ad un fuoco di fila di domande di una platea attenta e numerosa, Nistri non si è sottratto, neppure davanti ai quesiti sull’ordine pubblico di cui si occupano le cronache di questi giorni.
A rappresentare il Club cesenate, oltre ad una quindicina di soci, ha portato il suo saluto la presidente dell’annata in corso Ombretta Sternini.Image attachmentImage attachment

L’evoluzione e le necessità delle cure palliative
in una conferenza al Rotary Club Cesena

Ospiti il dottor Marco Maltoni e la dottoressa Elena Amaducci. Il sodalizio cesenate contribuisce all’acquisto di un ecografo domiciliare per facilitare l’assistenza dei malati nella propria casa

Una cura che tocca l’etica, la psicologia, la sfera affettiva, quella relazionale e sociale oltreché la medicina vera e propria. E’ quella indirizzata ai cosiddetti “malati inguaribili”, i pazienti delle cure palliative. Di questo hanno parlato al Rotary Club Cesena - presieduto in questa annata da Ombretta Sternini - il dottor Marco Maltoni, direttore dell’Unità Operativa di cure Palliative dell’Ausl Romagna e responsabile dell’hospice di Forlipopoli, e la dottoressa Elena Amaducci, responsabile dell’hospice di Savignano sul Rubicone. L’occasione è stata quella di ricordare ai soci del sodalizio cesenate che il contributo all’acquisto di un ecografo portatile, in collaborazione con il Rotary Vallerubicone, è uno dei service dell’annata.
Un tema delicato quello dell’attività dei due hospices che i due relatori hanno declinato evidenziando l’evoluzione di questa branca della medicina, che non va vissuta come l’approdo scivoloso “per chi non ha più niente da sperare” ma come un approccio assistenziale attivo e globale per persone di ogni età che affrontano sofferenze legate a malattie gravi (non solo tumorali), focalizzate sul miglioramento della qualità della vita. Situazioni estreme ma senza disperazione. Il dottor Maltoni ha tenuto ad evidenziare come le cure paliattive siano contraddistinte dalla complessità: non sono soltanto liberazione dal dolore e hanno la necessità di essere vissute in relazione territoriale e in equipe con le altre professionalità mediche per un sostegno personalizzato.
“Le cure palliative - ha detto dal canto suo la dottoressa Elena Amaducci (ricordando che la nascita dell’hospice di Savignano si deve all’impegno, nel 2019, del dottor Andrea Paolo Rossi, anch’egli socio del Rotary) - nel nostro territorio hanno 25 anni di sfide aperte”. “Sfide - ha sottolineato - che si giocano nella rete, tra equipe mediche, assistenza domiciliare e ambulatoriale, approccio multiforme tra medicina e terapia psicologica e sociale, e tutto ciò che può contribuire al benessere, non escluse le discipline olistiche”. Importanti anche le capacità relazionali di chi si occupa di pazienti (che sono almeno il 60 per cento dei malati terminali del territorio) che possano di vivere al meglio una fase così delicata della propria vita. Fatto singolare è, tra l’altro, che c’è pochissimo ricambio tra gli addetti, colpiti dalla riconoscenza di pazienti che non devono guarire ma dei quali devono prendersi cura. Nulla a che fare con l’eutanasia: “Non sottraiamo né aggiungiamo giorni alla vita” hanno scandito i due medici. E la speranza per chi entra? Non sempre la vita termina all’hospice. Non ci sono miracoli, ma spesso la malattia si cronicizza e la vita continua.
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L’evoluzione e le necessità delle cure palliative 
in una conferenza al Rotary Club Cesena

Ospiti il dottor Marco Maltoni e la dottoressa Elena Amaducci. Il sodalizio cesenate contribuisce all’acquisto di un ecografo domiciliare per facilitare l’assistenza dei malati nella propria casa

Una cura che tocca l’etica, la psicologia, la sfera affettiva, quella relazionale e sociale oltreché la medicina vera e propria. E’ quella indirizzata ai cosiddetti “malati inguaribili”, i pazienti delle cure palliative. Di questo hanno parlato al Rotary Club Cesena -  presieduto in questa annata da Ombretta Sternini - il dottor Marco Maltoni, direttore dell’Unità Operativa di cure Palliative dell’Ausl Romagna e responsabile dell’hospice di Forlipopoli, e la dottoressa Elena Amaducci, responsabile dell’hospice di Savignano sul Rubicone. L’occasione è stata quella di ricordare ai soci del sodalizio cesenate che il contributo all’acquisto di un ecografo portatile, in collaborazione con il Rotary Vallerubicone, è uno dei service dell’annata. 
Un tema delicato quello dell’attività dei due hospices che i due relatori hanno declinato evidenziando l’evoluzione di questa branca della medicina, che non va vissuta come l’approdo scivoloso “per chi non ha più niente da sperare” ma come un approccio assistenziale attivo e globale per persone di ogni età che affrontano sofferenze legate a malattie gravi (non solo tumorali), focalizzate sul miglioramento della qualità della vita. Situazioni estreme ma senza disperazione. Il dottor Maltoni ha tenuto ad evidenziare come le cure paliattive siano contraddistinte dalla complessità: non sono soltanto liberazione dal dolore e hanno la necessità di essere vissute in relazione territoriale e in equipe con le altre professionalità mediche per un sostegno personalizzato. 
“Le cure palliative - ha detto dal canto suo la dottoressa Elena Amaducci (ricordando che la nascita dell’hospice di Savignano si deve all’impegno, nel 2019, del dottor Andrea Paolo Rossi, anch’egli socio del Rotary) - nel nostro territorio hanno 25 anni di sfide aperte”. “Sfide - ha sottolineato - che si giocano nella rete, tra equipe mediche, assistenza domiciliare e ambulatoriale, approccio multiforme tra medicina e terapia psicologica e sociale, e tutto ciò che può contribuire al benessere, non escluse le discipline olistiche”. Importanti anche le capacità relazionali di chi si occupa di pazienti (che sono almeno il 60 per cento dei malati terminali del territorio) che possano di vivere al meglio una fase così delicata della propria vita.  Fatto singolare è, tra l’altro, che c’è pochissimo ricambio tra gli addetti, colpiti dalla riconoscenza di pazienti che non devono guarire ma dei quali devono prendersi cura.  Nulla a che fare con l’eutanasia: “Non sottraiamo né aggiungiamo giorni alla vita” hanno scandito i due medici. E la speranza per chi entra? Non sempre la vita termina all’hospice. Non ci sono miracoli, ma spesso la malattia si cronicizza e la vita continua.Image attachmentImage attachment
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